Massime Giurisprudenza Civile

Massime Giurisprudenza Civile
03/03/2020 - divorzio e diritto quota TFR
L'art. 12-bis della l. n. 898 del 1970 - nella parte in cui stabilisce, in favore del coniuge titolare dell'assegno divorzile, il diritto ad una quota dell'indennità di fine rapporto percepita dall'altro coniuge, "anche se l'indennità viene a maturare dopo la sentenza", deve essere interpretato nel senso che tale diritto può sorgere anche prima della sentenza di divorzio, ma dopo la proposizione della relativa domanda, coerentemente con la natura costitutiva della sentenza sullo "status" e con la possibilità, ai sensi dell'art. 4 della l. n. 898 del 1970, di stabilire la retroattività degli effetti patrimoniali della sentenza a partire dalla data della domanda.
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28/11/2019 - Nullità atti inter vivos di cessione immobili abusivi
La nullità comminata dall'art. 46 del d.P.R. n. 380 del 2001 e dagli artt. 17 e 40 della L. n. 47 del 1985 va intesa come "nullità testuale", riconducibile all'art. 1418 c.c.
La portata della suddetta nullità è stata chiarita dalla recentissima sentenza delle Sezioni Unite n.8230/19.

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02/10/2019 - Licenziamento individuale del dirigente
L’analisi va condotta facendo applicazione delle disposizioni civilistiche in tema di risarcimento del danno. Infatti, come già detto, la giurisprudenza formatasi prima del d.lgs. n. 23/15 ha più volte ritenuto che, laddove col licenziamento illegittimo sia stato fatto cessare anzitempo un rapporto a tempo determinato, il lavoratore non può chiedere la tutela reintegratoria (oggi, l’applicazione delle “tutele crescenti”), ma solo il risarcimento del danno parametrato alla retribuzione che sarebbe stata percepita laddove il rapporto si fosse svolto fino alla scadenza originariamente pattuita. La giurisprudenza ha quindi fatto applicazione del principio del “danno effettivo”, propria del rimedio risarcitorio. Tale circostanza induce a ritenere che debbano trovare applicazione tutti gli istituti del diritto civile deputati ad assicurare che il ristoro sia parametrato al danno-conseguenza patito (senza locupletazioni e senza decurtazioni); fra questi rientra anche l’art. 1227 c.c., il quale stabilisce che “se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono derivate. Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza”
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20/09/2019 - Inopponibilità inadempimento locatori per formazione giudicato d.i. - vizi ex. art. 1578 esclusi dall'utilizzo dell'immobile
1. Il giudicato sostanziale conseguente alla mancata opposizione a decreto ingiuntivo, avente ad oggetto il pagamento di canoni del rapporto di locazione, copre non soltanto l’esistenza del credito azionato ma anche l’inesistenza di fatti impeditivi, estintivi e modificativi del rapporto e del credito precedenti al ricorso per ingiunzione e non dedotti con l’opposizione. (Nella specie, l’inadempimento del locatore dedotto dal conduttore quale causa di risoluzione del contratto di locazione nonché fonte del proprio controcredito risarcitorio, costituisce un fatto impeditivo del pagamento dei canoni del rapporto di locazione deducibile in sede di opposizione a decreto ingiuntivo sicché, ove non opposto in sede di azione monitoria precedentemente intrapresa dal locatore, risulta ormai coperto da giudicato e non può essere fatto valere dal conduttore in sede di successiva opposizione a convalida di sfratto).
2. L’eccezione di inadempimento ex art. 1578 c.c. per vizi della cosa locata non vale ad escludere la morosità del conduttore laddove i vizi lamentati non siano stati tali da inficiare o diminuire in modo apprezzabile l’idoneità all’uso pattuito del bene locato.
3. In assenza di formale costituzione del nuovo difensore – nei confronti del quale risulta agli atti una procura che esorbita dalle forme dell’art. 83 comma 3 cpc - deve affermarsi l’ultrattività della rappresentanza processuale del precedente difensore ai sensi dell’art. 85 c.p.c..

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31/05/2019 - Compensazione legale con somme pignorate / Opponibilità fatti estintivi o modificativi del credito posteriori alla formazione del titolo
1. Un credito deve intendersi esigibile nella misura in cui non è sottoposto a termini o a condizioni sospensive, ovvero – qualora vi sia stato sottoposto – il termine deve essere scaduto o la condizione verificata. Il disposto dell’articolo 492 c.p.c. prevede che l’ufficiale giudiziario, in sede di notifica dell’atto di espropriazione faccia formale ingiunzione al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni oggetto dell’espropriazione, quindi un vincolo di indisponibilità volto ad evitare successivi inadempimenti del debitore e non anche volto ad impedire eventuali altri fatti estintivi del diritto di credito, tra i quali la compensazione. Ne consegue che la mera sottoposizione a pignoramento delle somme vantate dall’opponente nei confronti del terzo non possa di per sé precludere la compensazione legale, in presenza dei requisiti previsti dall’art. 1243 del codice civile.

2. Per individuare l’anteriorità o posteriorità dei fatti estintivi o impeditivi ai fini dell’opponibilità all’esecuzione, deve aversi riguardo non già – come rilevato dall’opposta – alla notifica dell’atto di pignoramento, bensì alla formazione del titolo esecutivo: il debitore può infatti opporre solo i fatti estintivi o modificativi del diritto del creditore (nella specie, opposizione di crediti in compensazione) che si siano verificati posteriormente alla formazione del titolo, seppur anteriori all’atto di pignoramento.

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21/03/2019 - Codatorialità persone fisiche
La figura della codatorialità è ammessa dal comma 4-ter, dell’art. 30, d.lgs. 276/2003 per le imprese che abbiano sottoscritto un contratto di rete di impresa, rispetto ai dipendenti ingaggiati con regole stabilite attraverso il contratto di rete stesso, e presuppone l’accertamento della sussistenza di un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro; va invece esclusa nel caso di persone fisiche, salvo che non si fornisca prova dell’esistenza di una struttura societaria anche di fatto.
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13/12/2018 - Mutamento di sesso
Per ottenere la rettificazione degli atti di stato civile in conformità alla vera identità sessuale dell'interessato, non occorre più che sia attuato un prioritario intervento medico-chirurgico e/o psicologico che modifichi i caratteri sessuali primari: la mancata operazione preventiva non può, infatti, essere, di per sé, ragione sufficiente ad escludere il cambio di sesso nei documenti anagrafici, essendo sufficiente, a tal uopo, dimostrare, attraverso i trattamenti medico-chirurgici e/o psicologici subiti, la necessità e la radicalità della scelta intrapresa e proseguita dall'interessato”
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31/10/2018 - Opponibilità locazione all'ordine di esecuzione
Ai sensi dell’art. 2923 c.c. le locazioni concluse da chi subisce l’esecuzione sono opponibili solo ove abbiano data certa anteriore al pignoramento. Al fine di conferire certezza anteriore alla data apposta al contratto di locazione registrato successivamente alla data del pignoramento occorre, in assenza dei fatti tipici di cui all’art. 2704 c.c., che i documenti prodotti e i fatti allegati siano specifici e univocamente riferibili al contratto di cui si pretende dimostrare l’anteriorità della data e quindi l’opponibilità alla procedura in ossequio a quanto previsto dall’art.2704 c.c.
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L'elenco delle Aste Giudiziarie promosse presso il Tribunale

In questa sezione si trovano i moduli in uso presso le cancellerie, utili al cittadino ed ai professionisti.

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